Audagnotto-Rinaldo---Archivio-Franco-Brunetta

 

Nel settembre 1944 Rinaldo Audagnotto era un semplice cittadino, padre di un bambino, che lavorava come operaio alla vicina Saiag, una ditta specializzata nel settore della produzione di articoli in gomma.

Non era un partigiano e non costituiva certo un pericolo per i nazifascisti.

Quel giorno, 11 settembre 1944, festa patronale della frazione Ceretta, era in atto un intenso rastrellamento sulla direttrice Caselle - Ciriè nella zona a ridosso del torrente Stura.

Rinaldo, come tutti gli uomini delle varie borgate, cercò di sottrarsi a un eventuale fermo da parte dei militi "repubblichini", nel timore di essere trattenuto come ostaggio e internato in Germania.

Sfortuna volle che i fascisti lo scorsero mentre fuggiva tra i campi a Ceretta, in regione "Audagnotti", al confine con Cirié.

Venne ferito mortalmente da una fucilata sparata da un milite delle brigate nere.

Fu soccorso dalle generose donne della borgata, che, a fronte del disinteresse dei militi repubblicani, cercarono di salvarlo correndo esse stesse gravi rischi.

Alla fine lo trasportarono su un carro agricolo all'ospedale di Cirié.

Purtroppo tutto fu vano e Rinaldo, marito premuroso e padre affettuoso, morì nella notte per collasso cardiocircolatorio.

A partire dal 25 aprile 1995 un cippo ne ricorda il sacrificio, mentre la drammatica vicenda é ricostruita fedelmente nel film "La festa dell'Addolorata".

(f.b.)