Vittime-bombardamento-Archivio-Franco-Brunetta 

 

Il 21 luglio 1944, a S. Maurizio Canavese, la morte scese dal cielo.

A circa 5 mesi di distanza dal terribile eccidio di tre civili innocenti in piazza del municipio, il paese venne nuovamente e ancor più duramente colpito.

Le bombe tedesche fecero ben cinque vittime tra la popolazione terrorizzata: Barbiso Giovanni di anni 54 di S. Francesco al Campo, Ferrero Giulia in Martinetto di anni 77, Gillio Vincenzo di anni 39, che protesse col corpo sua figlia Maria, e, infine, Maffei Lucia in Dolce di anni 30 e sua figlia Dolce Caterina, una fanciulla di appena 9 anni.

I loro corpi vennero ritrovati sotto le macerie della casa abbracciati fortemente l'uno all'altro.

Perché accadde questa tragedia?

Come dice la scritta sulle lapidi, che, in via Remmert ai civici 16 e 47, ricordano le persone uccise, si trattò di un bombardamento per rappresaglia.

In pratica fu un gesto di spietata vendetta, compiuto dai nazisti in spregio a qualsiasi convenzione di guerra e, soprattutto, senza una plausibile motivazione, se non quella di punire l'intera popolazione di San Maurizio Canavese , rea - ai loro occhi - di essere vicina al luogo dove un ufficiale germanico era stato ucciso in uno scontro con alcuni partigiani.

Solo per questo - secondo la logica degli occupanti tedeschi - la comunità sanmauriziese fu ritenuta complice dei "ribelli" e, dunque, meritevole di essere esemplarmente punita.

(f.b.)