TEODORO DESTEFANIS

FUCILATO A COLLEGNO

 

Destefanis Teodoro

 

Teodoro Destefanis era nato a Barbania il 3 maggio 1922, ma risiedeva a San Maurizio.

Salì in montagna, a Corio - Pian Audi, nel marzo 1944 col nome di battaglia "Doro".

Nei mesi successivi fu nominato comandante di distaccamento della Brigata "Moro", facente parte della IV Divisione Garibaldi.

In particolare, insieme al vice Emilio Garbolino, si occupava del Distaccamento di San Maurizio Canavese, che nel periodo autunnale 1944 si rafforzò notevolmente, arrivando a contare ben 34 effettivi.

Inoltre il gruppo partigiano aveva in dotazione anche un proprio piccolo arsenale, sotterrato nel giardino di casa Pagliero, composto da due mitragliatrici americane diversi parabellum, mitra e moschetti.

Nel frattempo, il paese era stato occupato dal Battaglione paracadutisti "Nembo" del Reggimento "Folgore", forte di circa 200 uomini.

I parà fascisti stabilirono il Comando presso la Casa Littoria, invece il vicino edificio scolastico di via Bò diventò la loro caserma-prigione.

Una serie di fatalità e il concorso attivo di Angela Mangiarino, detta "Mirella" — nota collaborazionista e spia dei fascisti —, portarono all'arresto il 26 dicembre prima dei comandanti "Doro" ed "Emilio" e poi a quello dei fratelli Pagliero (nel cui giardino i fascisti, su precise indicazioni, trovarono le armi) e di quasi tutti gli altri componenti del Distaccamento.

Alle scuole Teodoro ed Emilio furono "interrogati", imprigionati nel sottotetto e lì attesero la loro sorte.

Il 2 gennaio 1945, per rappresaglia all'uccisione di un soldato germanico a Collegno, furono consegnati ai tedeschi insieme a Michelino Quaranta, Amalio Perrero e Maurizio Spago.

Vennero portarono sul luogo dell'attentato, bendati e fucilati, uno alla volta.

Lì, in corso Francia 113, c’è un cippo con lapide che ricorda la loro “colpa”: quella di aver tanto amato la patria e la libertà.

                                                                                                                                                           f.b.